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Mir Senza Tempo + Luna&Nuvole
Autori: Mirko Graziani e Elisa Rivola
Anno: 2008
Prezzo: 10 €
Pagine: 160
ISBN: 978-88-903452-0-3
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Mir Senza Tempo – Introduzione

Questo racconto di “narrativa leggermente surreale”, come Mirko ama definirlo, sorprende, risucchia in un vortice di storie diverse, fa luce su di un particolare momento della vita di persone “normali” che hanno un volto familiare, o così familiare da avere il nostro… chi non si è sentito come Susan almeno una volta? Mirko sa far rivivere ogni singola storia, attraverso pensieri, paure, sogni vissuti in prima persona, utilizzando un io narrante che salta di personaggio in personaggio con, a parer mio, disinvolta maestria.
Persone con un futuro ancora tutto da vivere ma che fortuna che ci sia stato quel momento lì! Un momento caratterizzato dal passaggio di un omino, lui sì, alquanto surreale, che vagando per la città lascia la sua “magia” alle persone che incontra.
Un racconto che si legge d’un fiato ma che trasmette una visione lucida e costruttiva del nostro tempo, lasciando la vaga certezza che nella vita non succede niente per caso…

Buona lettura.
Elisa

Luna&Nuvole – Introduzione

In questi estratti della sua produzione letteraria, Elisa vede e ci fa vedere la realtà con occhi diversi.
Leggendo le sue poesie ho guardato una collina con occhi sognanti ed al tempo stesso mi sono ritrovato immerso in una sorprendente profondità di pensieri nascosta nell’ingenuità di una semplice nuvola.
Elisa va riletta molte volte, affinché sia possibile afferrare ogni colore che le sue frasi racchiudono.
C’è una domanda a cui devo rispondere, che Elisa stessa mi ha posto la prima volta in cui le ho proposto di pubblicare assieme:
“Perché assieme? Perché due cose così diverse poste l’una accanto all’altra?”
Potrei parlare per ore… ma penso di poter spiegare la mia scelta ponendo, di nuovo l’una accanto all’altra, le varie parole che descrivono queste due nostre “produzioni”: prosa e poesia, racconto e sogno, metafore e pensieri.

Buona lettura.
Mirko

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- Frammenti -

Mir Senza Tempo

Matilda oggi è un giorno, una domenica col sole fuori, ma senza vederlo.
Oggi è l’ultima ora che hai per non essere condannata.
Speriamo di no. Speriamo che arrivi un’idea, dai su; in fondo è solo un…è solo uno spettacolino diretto e ideato da Jacques Sandon, che vuoi che sia.
È solo uno spettacolo che verrà trasmesso in diretta nazionale.
È solo il giorno della prima, e io non ho ancora trovato un’idea per questi stracavolissimi costumi di scena. Solo perché sua eminenza genialoide Jacques ha deciso a 4 ore dalla prima che i costumi che ho preparato in queste ultime due settimane non vanno bene, non lo ispirano, povera stellina!
Adesso io sta mucchia di costumi “che non ti ispirano” li trito per bene fini fini e te li faccio mangiare mischiati nel müesli, ogni mattina, ogni ignorantissima mattina che mi sveglio prima di te e riesco a mettere le mani sulla tua colazione.
Sei un… sei un uomo-sedano: stupido solo a guardarti.
Quanto sono stupidi i sedani: alti, magri, capelli ricci e tutti verdi. Bah.
Mi viene…da piangere, aiuto! Non devo, non devo!
DEVO pensare a un costume “che sottolinei il contrasto”.
Si, buonasera, lì manderò in scena tutti nudi, con una bella lingua di stoffa gialla fosforescente che striscia ai loro piedi, così vedrai! se li ho sottolineati, i tuoi attori del cavolo, anzi del sedano.
Rossi…no, blu e verdi, alternati. No, che schifo. Guardami. Vè che roba. Ma cosa ci faccio io qui, con sta tuta in PVC ed il pennarello, come fossi sottovuoto, a fissarmi muta nello specchio.
Sono stupida e vuota come un sedano.
Ancora un attimo in cui Matilda guarda sé stessa negli occhi, attraverso lo specchio.
Ancora un attimo, ed è disperazione.
Matilda scappa, corre via, via dal teatro, sbatte contro le persone, butta giù un vaso, inciampa nel tappeto, sta per cadere anzi no riprende l’equilibrio, e scappa, scappa via, fuori.
Fuori c’è il sole, ma ieri ha piovuto, ci sono ancora delle grosse pozzanghere lungo queste stradacce, e le fogne mal costruite si intasano in fretta.
Matilda correndo esce fuori dall’edificio, ma l’impatto con il sole brillante e caldo l’acceca e la ferma.
Sta arrivando un’auto. È una Cadillac Eldorado rosa shocking ed avanza lentamente, senza fare quasi nessun rumore; sembra addirittura che abbia il motore spento, e sbanda leggermente in corrispondenza di ostacoli immaginari. Il tempo rallenta per un attimo, ...

Nuvole

Ho visto
aprirsi ferite nelle nuvole e
sgorgare sulla terra
raggi di sangue dorato.

Ho visto
un autobus che portava a spasso
un rettangolo di nuvole
stampigliato sul vetro.

Ho visto
due nuvolette ribelli
che nel volare basso
hanno trovato il modo
di andare controcorrente.

Ho visto
una nuvola realizzare
il sogno della collina innevata
di allungarsi verso il cielo.

E stanotte ho sentito
bisbigliare la luna
chiedeva ad una nuvola
di non lasciarla sola.

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