25 maggio 2009 - articolo comparso su "La Voce di Romagna" di Isabella Leardini
Reportage rivelatore dalla Fiera del libro di Torino
Granelli di sabbia romagnola nella piramide dell'editoria
Isabella Leardini
TORINO - Io, gli altri. Occasioni per uscire dal guscio. E’ il titolo della 22° edizione del salone del libro, eppure a pensarci è la stessa fiera che è un grande immenso guscio in cui rifugiarsi e perdersi. I libri, gli scrittori, gli editori, gli incontri e le solitudini.,. Io e gli altri. Je est un autre, diceva Rimbaud, e aveva ragione lui; l’altro è ciò che muove la scrittura, l’altro che hai di fronte, che hai dentro, quell’alterità da cui la letteratura nasce e quell’altra a cui arriva, tra le mani sconosciute del lettore. Mentre giro per gli stand vedo una folla di giacche blu alla Mondadori, c’è Bondi che firma il suo libro di poesie, mi faccio strada gli arrivo in fronte e lo chiedo anche a lui: «Ministro secondo lei quanto la poesia è incontro con l’altro?» «Beh
diciamo che la poesia nasce nella parte più profonda dell’io ma è un io che poi diventa un tu e un noi, ed entra immancabilmente in relazione con gli altri.» Per come la vedo io, chiamarlo Io e l’altro sarebbe stato andare al tuorlo. Il paese ospite quest’anno era l’Egitto e al salone puoi vedere chiara mente la piramide dell’editoria italiana: partiamo dal vertice. Mondadori di certo è il faraone, e per primo mi racconta il salone Antonio Riccardi, diretto re editoriale Mondadori.
«Il salone di que st’anno è come il salone di tutti gli altri anni, molta gente, molti libri, anzi praticamente il salone del libro di Torino è un’ enorme gigantesca libreria dove al posto de gli scaffali ci sono gli stand degli editori. E’ un vantaggio per chi ama i libri perché si possono trovare anche quelli che quotidianamente nelle librerie non si trovano. Parallelamente ci sono un’infinità di incontri, in qualche modo è contemporaneamente una fiera professionale dell’editoria,
importante per gli incontri tra autori, editori, agenti letterari, ma anche una specie di festival letterario.»
Qual’è il libro ideale che sogna di pubblicare?
«Il libro ideale per un editore è semplice da dirsi: è un libro che contemporaneamente sia l’espressione del comune sentire di uno spicchio di società e allo stesso tempo non tradisca la grande primaria funzione del la letteratura, che è quella di essere sempre la coscienza inquieta della società stessa; un libro che assommi queste due caratteristiche è il libro perfetto.»
In cima il sole splende più vicino e le cose sono più limpide, ma è interessante anche scoprire ciò che sta nell’ombra. lo cerco la Romagna al salone del libro, molte regioni hanno uno stand, non noi. Le Marche ne hanno addirittura più di uno, quello regionale e quelli delle singole province. Se è vero che vogliamo dimostrare il patrimonio culturale della nostra terra accogliente a 360 gradi,
facciamo gesti coerenti e portiamolo nei luoghi giusti. Non mi arrendo, 1400 espositori, spulcio gli indirizzi di tutto l’elenco a caccia di romagnoli: ne trovo solo cinque e comincio a cercarli. Due figurano ma non ci sono davvero, ma dove sono tutti gli altri? Ci sono piccoli editori di pregio a cui forse non è utile questo canale perché investono su altre occasioni, e ci sono editori a pagamento, a cui forse non
serve venire qui, perché di autori da pubblicare sanno già come trovarne e non spendono così tanto per promuoverli. Ci sono tanti diversi editori in Romagna, che per le più diverse ragioni non sono qui, ma quelli che troverò ci regalano uno spicchio di questa piramide dell’editoria, e a sorpresa ne svelano anche il grande paradosso. Con un bello stand, c’è il Gruppo Editoriale Macro, il più grande editore romagnolo al salone è lui, e viene dalle colline cesenati. Copertine accattivanti e cartonate, libri a colori: Come aprire il terzo occhio, Come ricordare le vite passate, ma anche Intestino libero o Guarire la prostata, ma anche Come diventare dannatamente ricchi cd essere beati. E’ facile sfogliare il catalogo e fare ironia, ma ammettiamolo questi
sono titoli che in libreria ci fermiamo a guardare, qualche volta di nascosto, e vale la pena conoscere questa realtà editoriale solida e seria, che a un passo da noi si occupa anche di ambiente e salute.
Viene da pensare che questi manuali di autoaiuto arrivino da qualche mul tinazionale e invece voi siete a Cesena...
«Il gruppo Macro edizioni nasce nell’87 quindi ormai sono 22 anni – mi dice il direttore commerciale – negli ultimi 5 o 6 anni l’attenzione verso i nostri argomenti è aumentata tantissimo, per noi è il primo anno al salone e credo che sia giunta l’ora di essere presenti costantemente.»
Avete quasi tutti autori stranieri?
«No al 50%, cerchiamo di fare una selezione molto curata, in questo momento ci possiamo permettere di scegliere. Abbiamo autori importanti, un anno e mezzo fa abbiamo avuto un vero colpo editoriale The secret, che ci ha dato una mano sia come fatturato che come visibilità.»
Che cos’è The secret?
«E’ un libro, che parla della legge di attrazione, come attrarre le cose più positive nella vita.
E’ un caso editoriale con ormai 250 000 copie vendute grazie al passaparola e ha ancora vendite importanti.»
Per trovare tanti autori stranieri immagino andrete molto all’estero?
«Arriviamo ora da una fiera a Londra e andremo alla fiera di New York tra un paio di settimane, siamo molto attivi da quel punto di vista. Ma abbiamo anche una serie di autori italiani legati all’area ecosociale, che tentiamo di divulgare sempre di più e a cui teniamo molto.»
L’altra importante realtà romagnola al salone è NDA di Rimini, una di stribuzione nazionale dedicata all’e ditoria indipendente, faccio due chiacchiere con il fondatore Massimo Roccaforte.
Da quanto tempo venite al salone?
«Questo è il decimo anno, è la fiera più importante a livello nazionale e anche il momento di incontro di tutti gli addetti ai lavori, per noi è un appuntamento imprescindibile fosse solo per i contatti, ed è anche un momento importante di vendita per la piccola editoria di cui noi faccia mo parte: quella che io chiamo editoria di qualità.»
Ultimamente avete inaugurato anche una collana discografica...
«Si questa è una sfida veramente piratesca, con tre uscite riminesi, Dany Greggio, Daniele Maggioli e Giuseppe Righini, abbiamo unito letteratura e musica cercando di dare una vetrina nazionale ad eccellenze del territorio.»
Cerco il terzo, Imatica, mai sentito, e infatti sarà una vera scoperta. E’ nel l’Incubatore: l’area del salone dedicata alle realtà editoriali nate da meno di due anni. Un corridoio di banchetti. Ora vi presento quel che dal vertice neanche si vede, il frullo avventuroso e folle della confusione che in realtà sta dentro l’apparentemente solida piramide che abbiamo incontrato fino ad ora, e che arriva come una nemesi a punire i peccati della cattiva editoria. Tutti vogliono essere autori, gli editori non pubblicano tutti, ma noi italiani siamo furbi. Da anni l’editoria a pagamento ha mandato in crisi il concetto di autore e di conseguenza anche la letteratura, generando quella confusione che ha trasformato in scrittori anche coloro che avrebbero potuto diventare buoni lettori. E’ l’era del bricolage letterario
in cui lo scrittore può essere anche un hobby; ma se io e gli altri siamo tutti autori, allora l’autore non ha più autorevolezza. Da questo serpente che si morde la coda è nato nel paese di Pascoli un angelo vendicatore che si chiama Mirko Graziani: ovvero Imatica, ed è l’editore più piccolo del mondo, è l’embrione che manda in crisi il concetto di editore. Se ne sta seduto al suo banchetto con tante copie di un unico libro: il suo.
«Siamo due scrittori e per fare questo libro ho aperto la casa editrice – mi svela candidamente – Sai com’è le occasioni non si possono sprecare, c’è stata l’occasione di venire qua in mezzo ai grandi e allora siamo venuti. Io sono di San Mauro Pascoli ed Elisa è di Riolo Terme e in realtà siamo fidanzati. Ci stavamo conoscendo è venuto fuori che entrambi scrivevamo, una sera eravamo alla presentazione di un editore locale, e a un certo punto le ho detto Facciamo un libro insieme? Abbiamo provato con un editore locale, ma lui ci ha scartato. Allora abbiamo girato le tipografie, cercato il prezzo più basso, poi sono andato dal commercialista.»
Ma perché non lo avete semplicemente pubblicato a pagamento da un editore?
«All’inizio abbiamo pensato questo, però quando tu dai una copia a un editore lui si riserva il diritto di leggerla quando gli pare, il primo ci ha risposto dopo due mesi, ci siamo informati e abbiamo capito che prima di sei mesi o un anno non hai risposte… - Ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto «cosa stiamo ad aspettare?”. Capisci, se tu sei uno scrittore e vuoi pubblicare il tuo libro vai alla Mondadori, che ti dice si te lo leggo però magari ti risponde fra sei mesi.» Di una purezza disarmante...
«Il nome editoriale è stato un passaggio abbastanza diretto, perché in Camera di Commercio la casa editrice è una seconda attività. L’attività principale Imatica è la mia e fa assistenza informatica; siccome c’è la possibilità di aprire una seconda attività con la stessa partita iva io ho aperto la casa editrice, però il nome ovviamente doveva restare lo stesso. Pubblicando da soli abbiamo capito che risparmiavamo la metà, ma c’è anche il fatto che siamo andati a sentire da editori a pagamento, vogliono 2 o 3mila euro... Prima di dargli questi soldi volevamo vedere cosa pubblicavano; io non volevo pubblicare con un cialtrone, e invece ci siamo accorti che pubblicavano anche robaccia. Ho capito che basta che paghi e pubblichi, ma per me è anche una questione
d’orgoglio.»
Però potevi anche pubblicartelo da solo in tipografia senza fondare una casa editrice.
«No perché l’isbn non te lo dà nessuno se non hai la partita iva, io sono convinto di aver scritto un buon libro, ma se faccio un libro che non ha nemmeno il codice a barre quel libro rimarrà solo nella mia storia personale, invece io voglio che quello che ho fatto rimanga per sempre, che rimanga il mio segno, e se lo pubblico con l’isbn questo libro rimarrà per sempre, perché se tu vai su ibs.it io sono lì! Quando ti iscrivi all’Isbn poi ti portano anche su international book shop e sarò li per sempre.»
Questo è quello che - Paul Eluard chiamava Le Dur Desir De Durer, ma ai tempi delle librerie on line.
La decisione di venire qui come è stata?
«Senza pensarci. Io ho un atteggiamento verso la vita per cui quando c’è un occasione voglio provarci, sono un surfista quindi quando arriva l’onda buona bisogna prenderla e sbrigarsi.»
Cari editori a pagamento; che non avete bisogno di andare al salone d libro, se tutti possono essere autori, allora tutti possiamo essere anche editori; mi sa che nell’onda che avete alzato, siete finiti sotto un surf. Se volete conoscerlo andate su www.micrododici.org.
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